Concorso per un complesso residenziale sud Varesine | Milano (MI)

About Project

Progetto preliminare | 2007

Crediti
Prestazione professionale svolta: progetto preliminare
Funzioni: Residenze
Progetto: 2007
Con: Studio Gozzetti, C. A. Maggiore
Collaboratori:  E. Agosti, F. Casula, C. Judica, B. Kim, S. Kim, A. Mastrorilli, C. Ronchi, L. Schamis, B. Sedini, A. Soana
Committente: Hynes
Progetto opere di urbanizzazione: NUS Srl
Progetto del verde: L. Gatti

 

Descrizione del progetto: 

1. Inquadramento urbano e strategia progettuale

I principi compositivi della presente proposta, in accordo con le indicazioni espresse dal bando, si fondano su alcune considerazioni generali che interpretano le relazioni morfologiche presenti nel contesto complessivo dell’area Garibaldi Repubblica in corso di trasformazione. L’area individuata dal master plan per il nuovo quartiere residenziale è situata tra due condizioni urbane molto differenti. A sud il bordo netto dell’edificazione residenziale di matrice ottocentesca intorno a Porta Nuova, che forma un tessuto denso e continuo strettamente connesso alla struttura urbana storica di Milano (il sistema dei bastioni e delle radiali). A nord le alte sagome degli edifici previsti dal piano di trasformazione a prevalente destinazione direzionale, disposti in continuità con la sequenza dei palazzi della “Città della Moda”, a cui è affidato il compito, dopo tanti anni, di ridisegnare l’area dello scalo ferroviario dismesso di Porta Garibaldi. Una città “orizzontale” e una “città verticale” i cui diversi principi compositivi rappresentano l’incontro tra il passato e il futuro della città e formano due matrici morfologiche tra loro compatibili e complementari che fissano la doppia scala dell’insediamento. Gli edifici della nuova città direzionale insieme alle costruzioni recenti affacciate su via Filzi formano di fatto un’alta cornice edificata che fa da sfondo al tessuto storico preesistente. circondandolo e includendolo. L’area di progetto è anch’essa inclusa in questo “interno” e costituisce il nuovo affaccio verso il giardino pubblico previsto dal piano del grande isolato, ritagliato tra i bastioni, la stessa via Filzi e l’asse di Porta Nuova.

La proposta progettuale, interpretando la doppia scala insediativa del nuovo assetto planivolumetrico, intende assegnare alla nuova edificazione residenziale il ruolo di ridefinire l’attuale fronte edificato del grande isolato urbano di Porta Nuova, il cui profilo irregolare è ancora oggi formato dai retri degli edifici di via Marco Polo allineati lungo la vecchia ferrovia. La disposizione dei nuovi volumi si pone l’obiettivo di estendere idealmente il tessuto denso e compatto dei lotti ottocenteschi oltre la nuova strada prevista dal piano, attestandolo verso il nuovo giardino pubblico e dare quindi una degna conclusione architettonica, una “facciata” compiuta, all’edificazione interrotta che forma il connettivo residenziale del sistema dei bastioni. Lo stesso giardino centrale delle nuove Varesine nella nuova configurazione diviene il luogo in cui si confrontano e si chiariscono, nelle loro reciproche relazioni, la città “storica” e la città direzionale.

2. Impostazione planivolumetrica

Il progetto intende collegarsi alla morfologia del tessuto storico dei bastioni, affermando in modo esplicito la propria appartenenza ad esso. Per questa ragione le scelte compositive che stanno alla base del planivolumetrico sono state orientate dalla volontà di trasferire alcuni caratteri fondamentali del tessuto urbano esistente nel progetto dei nuovi edifici declinandoli in rapporto alla forma del lotto e ai requisiti programmatici espressi dal bando, con l’obiettivo di massimizzare le potenzialità offerte dall’area di progetto e dalle sue pertinenze. L’accostamento serrato dei lotti esistenti, oggi ben visibile dall’area di cantiere, produce un effetto di sostanziale continuità edilizia mai interrotto sul lato nord da attraversamenti viari né da accessi agli edifici. Tale chiusura esterna è compensata dall’inclusione all’interno del profondo isolato di una ricca varietà di spazi aperti prevalentemente privati (cortili, giardini, terrazze, giardini pensili) che articolano il sistema degli accessi e gli affacci degli edifici e diradano la massa edificata, determinando verso l’esterno una certa discontinuità volumetrica. Intendendo trasferire questo valore morfologico presente nei fabbricati esistenti, il planivolumetrico di progetto è determinato dalla scelta fondamentale di distribuire il volume da realizzare lungo tutto il lotto, includendo nell’ambito edificato diverse tipologie di spazi aperti. La composizione alternata di edifici pluripiano e case basse consente di formare un sistema edificato continuo ma articolato in altezza, collegato da un basamento unitario. Il basamento è attraversato dagli accessi agli edifici e dai passaggi che danno accesso al giardino pubblico. Il complesso residenziale è formato da due edifici di 5 piani f.t., quattro case a patio di due piani ciascuna e, sul lato ovest un edificio più compatto e più alto (6 piani f.t.) che costruisce una testata tronca verso le torri residenziali ad altezza variabile previste dal master plan.

3. Caratteri generali degli edifici

L’impostazione tipologica e il carattere generale degli edifici si richiama alle case d’abitazione di qualità della tradizione architettonica milanese. Dalla “casa della meridiana” di De Finetti dove le terrazze scompongono e articolano il volume dell’edificio moltiplicando gli affacci, agli edifici residenziali borghesi del dopoguerra (come le case di Ignazio Gardella), in cui la casa d’abitazione si trasfigura in una composizione architettonica per “ville sovrapposte” atta a garantire ad ogni livello un elevato grado di confort e qualità abitativa. Come in quegli esempi si è cercato di fissare alcune invarianti nella definizione tipologica degli alloggi, trasformandole in elementi architettonici caratterizzanti: soggiorni passanti arretrati o aggettanti sulle facciate con logge e bow-windows, terrazze che movimentano il volume delle testate per aumentare gli affacci anche verso est ed ovest, piani d’attico arretrati sul fronte sud che articolano il coronamento degli edifici. Il rapporto tra il nuovo quartiere e la città è mediato dalla nuova strada di piano, disposta tra la via Filzi e l’asse di Porta Nuova, che si presenta come una strada interna a servizio esclusivo delle nuove residenze. Tale condizione, ci ha indotto a non rinunciare all’uso residenziale del piano terra, perseguendone invece la massima valorizzazione e a proporre, oltre agli atri e a servizi condominiali di alto livello qualitativo, l’insediamento di tipologie abitative di particolare pregio (case unifamiliari a patio, duplex). L’alternanza tra profondi spazi edificati e spazi aperti, che caratterizza la sostanza morfologica del tessuto urbano esistente, è perseguita dal progetto includendo all’interno dell’area fondiaria, spazi aperti privati e condominiali, passaggi coperti, patii, giardini, disposti in modo conforme alla minore profondità del lotto, destinati a qualificare gli alloggi e i servizi di piano terra. Ai piani superiori gli edifici sono arricchiti e completati da logge, terrazze e giardini pensili che, oltre a dotare anche gli alloggi superiori di spazi aperti privati, concorrono ad articolare la composizione volumetrica del complesso edilizio.

4. Percorsi e accessi

L’accesso al nuovo quartiere avviene attraverso una sequenza di percorsi e attraversamenti che declinano progressivamente il transito pedonale dall’esterno della viabilità urbana principale all’interno dell’edificio. Tutti gli accessi agli edifici sono disposti lungo la nuova strada prevista dal piano che, come si è detto, è assimilabile ad una strada interna di servizio esclusivo alle nuove residenze. Sono previsti due ampi passaggi coperti di pertinenza condominiale che attraversano gli edifici e consentono l’accesso regolamentato al giardino pubblico. Dalla strada essi formano altrettanti coni visivi aperti sul giardino e sugli edifici terziari disposti lungo viale della Liberazione. Tali passaggi, presidiati da un servizio di portineria e vigilanza, distribuiscono i giardini e i servizi condominiali, gli atri degli edifici (sopraelevati di un metro sul livello della strada) con i rispettivi collegamenti verticali agli alloggi e all’autorimessa interrata. Le case basse, anch’esse collegate agli atri condominiali, sono dotate di accessi autonomi direttamente dalla strada che introducono una seconda sequenza di spazi aperti privati: patio d’ingresso, loggiato) disposto in continuità col soggiorno passante), giardino interno.

5. Tipologie abitative

In conformità alle indicazioni del bando il progetto prevede tipologie abitative diversificate, tutte di prestigio, dotate di giardini privati a piano terra, ampie terrazze e giardini pensili ai piani superiori. L’aggregazione delle diverse unità residenziali consente di sfruttare sempre i migliori affacci pur garantendo la privacy ad ogni alloggio evitando l’introspezione.

Sono state individuate quattro diverse tipologie di alloggio:

- Case a patio

- Duplex

- Alloggi monopiano

- Attici

All’ultimo livello degli edifici sono previsti alloggi di grande dimensione assimilabili a vere e proprie ville disposte sul tetto. Questi attici sono caratterizzati da soggiorni aperti su tre lati, comunicanti con profonde terrazze parzialmente destinabili a serre. Gli ingressi sono collegati in modo diretto ed esclusivo all’ascensore condominiale e hanno una distribuzione interna parzialmente illuminata attraverso lucernari posti in copertura.Le tipologie abitative proposte sono state pensate ipotizzando un’utenza diversificata ma sensibile a soluzioni spaziali interne sobrie e raffinate, confrontabili con i canoni abitativi dei più recenti progetti residenziali internazionali. Tutti gli alloggi presentano un alto grado di flessibilità sia nell’aggregazione tra diverse unità abitative, permettendo di realizzare tutti i tagli richiesti dal DPP, sia nei layout interni personalizzabili secondo schemi differenti.

6. Servizi comuni e collegamenti con l’autorimessa interrata

Presso gli ingressi dei tre edifici per abitazione sono previsti spazi e servizi condominiali principalmente consistenti in: area per il servizio di portineria e vigilanza, sala condominiale, deposito per le biciclette, locali per la raccolta dei rifiuti. Sotto i passaggi coperti che collegano gli accessi dalla strada e dal giardino pubblico di ciascun edificio sono individuati i collegamenti verticali con l’autorimessa privata, le cantine e i locali tecnici situati ai piani interrati. La posizione di tali collegamenti è coerente con i core individuati nei documenti concorsuali. Per evitare interferenze tra l’area di progetto proponiamo di localizzare le griglie di aerazione dell’autorimessa interrata a fianco del camminamento pedonale sul lato opposto della nuova strada di piano e/o in verticale sul muro di confine con il giardino pubblico.

Descrizione del progetto: 

1. Inquadramento urbano e strategia progettuale

I principi compositivi della presente proposta, in accordo con le indicazioni espresse dal bando, si fondano su alcune considerazioni generali che interpretano le relazioni morfologiche presenti nel contesto complessivo dell’area Garibaldi Repubblica in corso di trasformazione. L’area individuata dal master plan per il nuovo quartiere residenziale è situata tra due condizioni urbane molto differenti. A sud il bordo netto dell’edificazione residenziale di matrice ottocentesca intorno a Porta Nuova, che forma un tessuto denso e continuo strettamente connesso alla struttura urbana storica di Milano (il sistema dei bastioni e delle radiali). A nord le alte sagome degli edifici previsti dal piano di trasformazione a prevalente destinazione direzionale, disposti in continuità con la sequenza dei palazzi della “Città della Moda”, a cui è affidato il compito, dopo tanti anni, di ridisegnare l’area dello scalo ferroviario dismesso di Porta Garibaldi. Una città “orizzontale” e una “città verticale” i cui diversi principi compositivi rappresentano l’incontro tra il passato e il futuro della città e formano due matrici morfologiche tra loro compatibili e complementari che fissano la doppia scala dell’insediamento. Gli edifici della nuova città direzionale insieme alle costruzioni recenti affacciate su via Filzi formano di fatto un’alta cornice edificata che fa da sfondo al tessuto storico preesistente. circondandolo e includendolo. L’area di progetto è anch’essa inclusa in questo “interno” e costituisce il nuovo affaccio verso il giardino pubblico previsto dal piano del grande isolato, ritagliato tra i bastioni, la stessa via Filzi e l’asse di Porta Nuova.

La proposta progettuale, interpretando la doppia scala insediativa del nuovo assetto planivolumetrico, intende assegnare alla nuova edificazione residenziale il ruolo di ridefinire l’attuale fronte edificato del grande isolato urbano di Porta Nuova, il cui profilo irregolare è ancora oggi formato dai retri degli edifici di via Marco Polo allineati lungo la vecchia ferrovia. La disposizione dei nuovi volumi si pone l’obiettivo di estendere idealmente il tessuto denso e compatto dei lotti ottocenteschi oltre la nuova strada prevista dal piano, attestandolo verso il nuovo giardino pubblico e dare quindi una degna conclusione architettonica, una “facciata” compiuta, all’edificazione interrotta che forma il connettivo residenziale del sistema dei bastioni. Lo stesso giardino centrale delle nuove Varesine nella nuova configurazione diviene il luogo in cui si confrontano e si chiariscono, nelle loro reciproche relazioni, la città “storica” e la città direzionale.

2. Impostazione planivolumetrica

Il progetto intende collegarsi alla morfologia del tessuto storico dei bastioni, affermando in modo esplicito la propria appartenenza ad esso. Per questa ragione le scelte compositive che stanno alla base del planivolumetrico sono state orientate dalla volontà di trasferire alcuni caratteri fondamentali del tessuto urbano esistente nel progetto dei nuovi edifici declinandoli in rapporto alla forma del lotto e ai requisiti programmatici espressi dal bando, con l’obiettivo di massimizzare le potenzialità offerte dall’area di progetto e dalle sue pertinenze. L’accostamento serrato dei lotti esistenti, oggi ben visibile dall’area di cantiere, produce un effetto di sostanziale continuità edilizia mai interrotto sul lato nord da attraversamenti viari né da accessi agli edifici. Tale chiusura esterna è compensata dall’inclusione all’interno del profondo isolato di una ricca varietà di spazi aperti prevalentemente privati (cortili, giardini, terrazze, giardini pensili) che articolano il sistema degli accessi e gli affacci degli edifici e diradano la massa edificata, determinando verso l’esterno una certa discontinuità volumetrica. Intendendo trasferire questo valore morfologico presente nei fabbricati esistenti, il planivolumetrico di progetto è determinato dalla scelta fondamentale di distribuire il volume da realizzare lungo tutto il lotto, includendo nell’ambito edificato diverse tipologie di spazi aperti. La composizione alternata di edifici pluripiano e case basse consente di formare un sistema edificato continuo ma articolato in altezza, collegato da un basamento unitario. Il basamento è attraversato dagli accessi agli edifici e dai passaggi che danno accesso al giardino pubblico. Il complesso residenziale è formato da due edifici di 5 piani f.t., quattro case a patio di due piani ciascuna e, sul lato ovest un edificio più compatto e più alto (6 piani f.t.) che costruisce una testata tronca verso le torri residenziali ad altezza variabile previste dal master plan.

3. Caratteri generali degli edifici

L’impostazione tipologica e il carattere generale degli edifici si richiama alle case d’abitazione di qualità della tradizione architettonica milanese. Dalla “casa della meridiana” di De Finetti dove le terrazze scompongono e articolano il volume dell’edificio moltiplicando gli affacci, agli edifici residenziali borghesi del dopoguerra (come le case di Ignazio Gardella), in cui la casa d’abitazione si trasfigura in una composizione architettonica per “ville sovrapposte” atta a garantire ad ogni livello un elevato grado di confort e qualità abitativa. Come in quegli esempi si è cercato di fissare alcune invarianti nella definizione tipologica degli alloggi, trasformandole in elementi architettonici caratterizzanti: soggiorni passanti arretrati o aggettanti sulle facciate con logge e bow-windows, terrazze che movimentano il volume delle testate per aumentare gli affacci anche verso est ed ovest, piani d’attico arretrati sul fronte sud che articolano il coronamento degli edifici. Il rapporto tra il nuovo quartiere e la città è mediato dalla nuova strada di piano, disposta tra la via Filzi e l’asse di Porta Nuova, che si presenta come una strada interna a servizio esclusivo delle nuove residenze. Tale condizione, ci ha indotto a non rinunciare all’uso residenziale del piano terra, perseguendone invece la massima valorizzazione e a proporre, oltre agli atri e a servizi condominiali di alto livello qualitativo, l’insediamento di tipologie abitative di particolare pregio (case unifamiliari a patio, duplex). L’alternanza tra profondi spazi edificati e spazi aperti, che caratterizza la sostanza morfologica del tessuto urbano esistente, è perseguita dal progetto includendo all’interno dell’area fondiaria, spazi aperti privati e condominiali, passaggi coperti, patii, giardini, disposti in modo conforme alla minore profondità del lotto, destinati a qualificare gli alloggi e i servizi di piano terra. Ai piani superiori gli edifici sono arricchiti e completati da logge, terrazze e giardini pensili che, oltre a dotare anche gli alloggi superiori di spazi aperti privati, concorrono ad articolare la composizione volumetrica del complesso edilizio.

4. Percorsi e accessi

L’accesso al nuovo quartiere avviene attraverso una sequenza di percorsi e attraversamenti che declinano progressivamente il transito pedonale dall’esterno della viabilità urbana principale all’interno dell’edificio. Tutti gli accessi agli edifici sono disposti lungo la nuova strada prevista dal piano che, come si è detto, è assimilabile ad una strada interna di servizio esclusivo alle nuove residenze. Sono previsti due ampi passaggi coperti di pertinenza condominiale che attraversano gli edifici e consentono l’accesso regolamentato al giardino pubblico. Dalla strada essi formano altrettanti coni visivi aperti sul giardino e sugli edifici terziari disposti lungo viale della Liberazione. Tali passaggi, presidiati da un servizio di portineria e vigilanza, distribuiscono i giardini e i servizi condominiali, gli atri degli edifici (sopraelevati di un metro sul livello della strada) con i rispettivi collegamenti verticali agli alloggi e all’autorimessa interrata. Le case basse, anch’esse collegate agli atri condominiali, sono dotate di accessi autonomi direttamente dalla strada che introducono una seconda sequenza di spazi aperti privati: patio d’ingresso, loggiato) disposto in continuità col soggiorno passante), giardino interno.

5. Tipologie abitative

In conformità alle indicazioni del bando il progetto prevede tipologie abitative diversificate, tutte di prestigio, dotate di giardini privati a piano terra, ampie terrazze e giardini pensili ai piani superiori. L’aggregazione delle diverse unità residenziali consente di sfruttare sempre i migliori affacci pur garantendo la privacy ad ogni alloggio evitando l’introspezione.

Sono state individuate quattro diverse tipologie di alloggio:

- Case a patio

- Duplex

- Alloggi monopiano

- Attici

All’ultimo livello degli edifici sono previsti alloggi di grande dimensione assimilabili a vere e proprie ville disposte sul tetto. Questi attici sono caratterizzati da soggiorni aperti su tre lati, comunicanti con profonde terrazze parzialmente destinabili a serre. Gli ingressi sono collegati in modo diretto ed esclusivo all’ascensore condominiale e hanno una distribuzione interna parzialmente illuminata attraverso lucernari posti in copertura.Le tipologie abitative proposte sono state pensate ipotizzando un’utenza diversificata ma sensibile a soluzioni spaziali interne sobrie e raffinate, confrontabili con i canoni abitativi dei più recenti progetti residenziali internazionali. Tutti gli alloggi presentano un alto grado di flessibilità sia nell’aggregazione tra diverse unità abitative, permettendo di realizzare tutti i tagli richiesti dal DPP, sia nei layout interni personalizzabili secondo schemi differenti.

6. Servizi comuni e collegamenti con l’autorimessa interrata

Presso gli ingressi dei tre edifici per abitazione sono previsti spazi e servizi condominiali principalmente consistenti in: area per il servizio di portineria e vigilanza, sala condominiale, deposito per le biciclette, locali per la raccolta dei rifiuti. Sotto i passaggi coperti che collegano gli accessi dalla strada e dal giardino pubblico di ciascun edificio sono individuati i collegamenti verticali con l’autorimessa privata, le cantine e i locali tecnici situati ai piani interrati. La posizione di tali collegamenti è coerente con i core individuati nei documenti concorsuali. Per evitare interferenze tra l’area di progetto proponiamo di localizzare le griglie di aerazione dell’autorimessa interrata a fianco del camminamento pedonale sul lato opposto della nuova strada di piano e/o in verticale sul muro di confine con il giardino pubblico.

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