Concorso per la nuova sede Municipale | San Zeno Naviglio (BS)

About Project

Concorso di progettazione | Primo premio | 2003

Crediti
Prestazione professionale svolta: progetto preliminare, definitivo
Funzioni: sede municipale
Progetto: 2003
Con: C. A. Maggiore
Collaboratori: R. Ciravolo, A. Lorenzi, F. Parente
Progetto impianti: Planning Srl
Committente: Comune di San Zeno Naviglio
Computo metrico estimativo: Ing. D. Regini
Superficie area: 2.784 mq
SLP: 1.500 mq
Autorimesse: 379 mq
Importo delle opere: 2.000.000 euro


Pubblicazioni: Il Piano, il progetto, la città costruita, a cura di L. Lussignoli, Grafo, 2004.
Il concorso di architettura, a cura di O.A. Brescia, Grafo, 2004.

Descrizione del progetto: 

Relazione di progetto

La scelta di rilocalizzare la sede del municipio di San Zeno Naviglio all’interno della cascina ex Pasotti si colloca in un quadro generale di interventi destinati a riconfigurare complessivamente il territorio e la forma dell’insediamento di San Zeno. La cascina e l’area di concorso costituiscono infatti il punto di snodo tra la strada statale (orientata in senso nord-sud) lungo la quale si è storicamente sviluppato l’abitato e il recente ampliamento urbano ad essa perpendicolare, attualmente in costruzione, che si struttura lungo una nuova piazza lineare alberata. Oltre al nuovo municipio si prevede in quest’area la collocazione di altre funzioni centrali determinando una trasformazione strutturale di San Zeno in cui al polo funzionale, storicamente consolidato sviluppatosi intorno alla chiesa, si aggiunge un nuovo centro civico destinato a un’utenza e a una scala più ampie. Al di là del carattere specifico e definito del progetto di concorso si tratta dunque di confrontarsi con un tema di grande scala, legato a un ragionamento complessivo e già avviato di trasformazione del territorio.

In questo quadro il principale obiettivo del progetto diviene la definizione di una figura architettonica a grande scala, che si confronti con le altre emergenze del territorio. Questa figura forte e unitaria nel suo risultato si costruisce nel nostro progetto, riprendendo la logica di molti grandi edifici del territorio circostante, per addizione di parti definite ricomposte a costituire un’unità più complessa. Un principio generale che si può ritrovare anche nella cascina nella quale il tetto, la grande copertura a falde, restituisce unità a una costruzione complessa e stratificata il cui modulo generatore sembra ancora identificabile nel nucleo residenziale originario costituito da due ambienti tra loro divisi dal corpo scala in linea.

Da questa scelta deriva un atteggiamento preciso rispetto al rapporto tra vecchio edificio e nuovo intervento. La cascina, ridefinita e precisata nella sua struttura tipologica, viene assunta come principio compositivo del progetto e insieme diviene una delle parti di cui esso si compone. Il nuovo intervento non cerca un rapporto mimetico con l’edificio rurale, ma ne continua il dispositivo trasfigurandolo e facendo emergere la figura della villa romana. In questo senso il progetto si articola riprendendo e potenziando alcuni elementi strutturanti della cascina quali la grande loggia, la costruzione per corpi autonomi, il rapporto tra spazi coperti e spazi aperti.

L’intervento sulla cascina presenta notevoli problemi dal punto di vista strutturale, impiantistico, distributivo; tuttavia l’edificio conserva insieme un forte carattere e una propria potenzialità evocativa. Il progetto vuole confermare e rinforzare questi aspetti localizzando all’interno dell’edificio le principali destinazioni richieste, eccetto la sala consigliare e un nucleo di uffici connessi alla sala e legati a servizi sociali e culturali. Gli spazi interni vengono modificati con pochi interventi, rispettando le altezze esistenti, compatibilmente con le nuove destinazioni a uffici, in modo da organizzare un sistema interno di distribuzione. Inoltre alcuni ambienti, vengono ridefiniti con divisioni mobili per renderli utilizzabili e insieme non snaturarne il carattere. Questa soluzione viene adottata ad esempio per il grande spazio a primo piano, originariamente destinato a fienile, che viene ridefinito con una boiserie continua in legno, per ospitare la sala giunta. Infine il grande loggiato, la cui quota intermedia risulta difficilmente raggiungibile, viene parzialmente smontato in modo da costituire un grande portico a doppia altezza che sottolinea la nuova destinazione pubblica e civile dell’edificio.

Il nuovo ampliamento riprende la logica per addizione di parti compiute riconosciuta nella cascina e si costruisce prolungando la loggia in una sorta di corridore di distribuzione a varie altezze. Su di esso si innestano le funzioni principali; il sistema degli ingressi, quello principale posto a ridosso della cascina e quello riservato alla sala consigliare più a est, il corpo scale ascensori, che collega l’ingresso al sottostante piano interrato destinato ad autorimessa e al piano superiore della cascina, e successivamente il patio interno e la sala consigliare. La sala, pensata come un servizio rivolto a una scala più ampia, può ospitare più di cento persone; è caratterizzata da una grande copertura inclinata e prende luce da un grande lucernario disposto sulla testata che si alza sopra gli edifici circostanti fino alla quota di colmo della cascina diventando uno dei principali elementi di identità del nuovo municipio. Accanto a essa sono disposti oltre alle necessarie dotazioni di servizi un nucleo di uffici, legati a funzioni sociali e culturali direttamente collegate all’utilizzo della sala.

Nel restauro della cascina viene riproposta l’originaria finitura a intonaco mentre il nuovo ampliamento è definito dal mattone faccia a vista che sottolinea il carattere murario e non finito dell’intervento. Il sistema dei muri in mattone, diviene l’elemento unificante dell’intero complesso. Esso costruisce una sorta di grande recinto articolato che riporta a una scala maggiore la figura complessiva dell’intervento e organizza un sistema di spazi e patii riservati e che coinvolge nella trasformazione anche l’edificio esistente, racchiudendone in parte la corte, e lo spazio pubblico antistante il nuovo ampliamento definito come nuova corte principale di ingresso che si connette alla piazza lineare in costruzione definendone la testata. 

Pubblicazioni: 
Il concorso di architettura, a cura di O.A. Brescia, Grafo, 2004
Il Piano, il progetto, la città costruita, a cura di L. Lussignoli, Grafo, 2004
Descrizione del progetto: 

Relazione di progetto

La scelta di rilocalizzare la sede del municipio di San Zeno Naviglio all’interno della cascina ex Pasotti si colloca in un quadro generale di interventi destinati a riconfigurare complessivamente il territorio e la forma dell’insediamento di San Zeno. La cascina e l’area di concorso costituiscono infatti il punto di snodo tra la strada statale (orientata in senso nord-sud) lungo la quale si è storicamente sviluppato l’abitato e il recente ampliamento urbano ad essa perpendicolare, attualmente in costruzione, che si struttura lungo una nuova piazza lineare alberata. Oltre al nuovo municipio si prevede in quest’area la collocazione di altre funzioni centrali determinando una trasformazione strutturale di San Zeno in cui al polo funzionale, storicamente consolidato sviluppatosi intorno alla chiesa, si aggiunge un nuovo centro civico destinato a un’utenza e a una scala più ampie. Al di là del carattere specifico e definito del progetto di concorso si tratta dunque di confrontarsi con un tema di grande scala, legato a un ragionamento complessivo e già avviato di trasformazione del territorio.

In questo quadro il principale obiettivo del progetto diviene la definizione di una figura architettonica a grande scala, che si confronti con le altre emergenze del territorio. Questa figura forte e unitaria nel suo risultato si costruisce nel nostro progetto, riprendendo la logica di molti grandi edifici del territorio circostante, per addizione di parti definite ricomposte a costituire un’unità più complessa. Un principio generale che si può ritrovare anche nella cascina nella quale il tetto, la grande copertura a falde, restituisce unità a una costruzione complessa e stratificata il cui modulo generatore sembra ancora identificabile nel nucleo residenziale originario costituito da due ambienti tra loro divisi dal corpo scala in linea.

Da questa scelta deriva un atteggiamento preciso rispetto al rapporto tra vecchio edificio e nuovo intervento. La cascina, ridefinita e precisata nella sua struttura tipologica, viene assunta come principio compositivo del progetto e insieme diviene una delle parti di cui esso si compone. Il nuovo intervento non cerca un rapporto mimetico con l’edificio rurale, ma ne continua il dispositivo trasfigurandolo e facendo emergere la figura della villa romana. In questo senso il progetto si articola riprendendo e potenziando alcuni elementi strutturanti della cascina quali la grande loggia, la costruzione per corpi autonomi, il rapporto tra spazi coperti e spazi aperti.

L’intervento sulla cascina presenta notevoli problemi dal punto di vista strutturale, impiantistico, distributivo; tuttavia l’edificio conserva insieme un forte carattere e una propria potenzialità evocativa. Il progetto vuole confermare e rinforzare questi aspetti localizzando all’interno dell’edificio le principali destinazioni richieste, eccetto la sala consigliare e un nucleo di uffici connessi alla sala e legati a servizi sociali e culturali. Gli spazi interni vengono modificati con pochi interventi, rispettando le altezze esistenti, compatibilmente con le nuove destinazioni a uffici, in modo da organizzare un sistema interno di distribuzione. Inoltre alcuni ambienti, vengono ridefiniti con divisioni mobili per renderli utilizzabili e insieme non snaturarne il carattere. Questa soluzione viene adottata ad esempio per il grande spazio a primo piano, originariamente destinato a fienile, che viene ridefinito con una boiserie continua in legno, per ospitare la sala giunta. Infine il grande loggiato, la cui quota intermedia risulta difficilmente raggiungibile, viene parzialmente smontato in modo da costituire un grande portico a doppia altezza che sottolinea la nuova destinazione pubblica e civile dell’edificio.

Il nuovo ampliamento riprende la logica per addizione di parti compiute riconosciuta nella cascina e si costruisce prolungando la loggia in una sorta di corridore di distribuzione a varie altezze. Su di esso si innestano le funzioni principali; il sistema degli ingressi, quello principale posto a ridosso della cascina e quello riservato alla sala consigliare più a est, il corpo scale ascensori, che collega l’ingresso al sottostante piano interrato destinato ad autorimessa e al piano superiore della cascina, e successivamente il patio interno e la sala consigliare. La sala, pensata come un servizio rivolto a una scala più ampia, può ospitare più di cento persone; è caratterizzata da una grande copertura inclinata e prende luce da un grande lucernario disposto sulla testata che si alza sopra gli edifici circostanti fino alla quota di colmo della cascina diventando uno dei principali elementi di identità del nuovo municipio. Accanto a essa sono disposti oltre alle necessarie dotazioni di servizi un nucleo di uffici, legati a funzioni sociali e culturali direttamente collegate all’utilizzo della sala.

Nel restauro della cascina viene riproposta l’originaria finitura a intonaco mentre il nuovo ampliamento è definito dal mattone faccia a vista che sottolinea il carattere murario e non finito dell’intervento. Il sistema dei muri in mattone, diviene l’elemento unificante dell’intero complesso. Esso costruisce una sorta di grande recinto articolato che riporta a una scala maggiore la figura complessiva dell’intervento e organizza un sistema di spazi e patii riservati e che coinvolge nella trasformazione anche l’edificio esistente, racchiudendone in parte la corte, e lo spazio pubblico antistante il nuovo ampliamento definito come nuova corte principale di ingresso che si connette alla piazza lineare in costruzione definendone la testata. 

Pubblicazioni: 
Il concorso di architettura, a cura di O.A. Brescia, Grafo, 2004
Il Piano, il progetto, la città costruita, a cura di L. Lussignoli, Grafo, 2004

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