Ampliamento edificio commerciale Piazza Ovidio | Milano (MI)

About Project

Progetto realizzato | 2001

Crediti
Prestazione professionale svolta: progetto preliminare, definitivo, direzione artistica
Funzioni: commercio
Progetto: 2000
Realizzazione: 2001
Collaboratori: P. Berlanda L. Gelmini
Committente: Esselunga Spa
Progetto strutture: MCM engineering Srl
Fotografie: S. Topuntoli

Pubblicazioni: Costruire n°226, marzo 2002, pag 68.

 

Descrizione del progetto: 

Legata al territorio

L’occasione è nata dalla necessità di ampliare i supermercati e centri commerciali  Esselunga. Il programma su cui Gardella aveva lavorato veniva incontro alle esigenze di creare un’immagine unitaria e riconoscibile per una catena di grande distribuzione. Il risultato è un sistema coerente di interventi, differenziati per le caratteristiche dei singoli punti vendita ma accomunati dal repertorio formale e dall’uso ricorrente degli stessi materiali: piastrelle di klinker o mattoni a vista per rinnovare la tradizione costruttiva lombarda.
Come castelli nella campagna, questi edifici raccontano un modo di lavorare con gli strumenti del mestiere che si affida alla capacità dell’architettura di imprimere un segno forte sul territorio, conferendo urbanitas anche ad anonime periferie. Lo stesso Gardella nell’89 dalle pagine di Costruire n°71 spiegava come l’obiettivo del progetto fosse stato legare l’architettura al contesto, vista la rigidità imposta dal modello funzionale delle strutture commerciali.
Gli ampliamenti curati dal Nonis prendono avvio da questo principio, dilatandone l’orizzonte con l’approfondimento del rapporto con lo spazio pubblico, in modo da interpretare con eleganza il nuovo ruolo sociale e civile di queste strutture nelle grandi aree metropolitane.
Emerge un atteggiamento di rispetto per l’esistente: un tributo espresso non attraverso un servile riconoscimento, ma con un registro personale che crea nuova spazialità, valorizzando l’edificio preesistente. Al rosso mattone usato da Gardella, Nonis affianca un’architettura leggera e trasparente che si concentra sulle problematiche costruttive del progetto, rendendo omaggio ad uno dei più importanti insegnamenti del maestro: impadronirsi della tecnica per poi essere in grado di superarla.
L’intervento sul supermercato di Piazza Ovidio a Milano viene eseguito adottando un diverso codice linguistico, che manifesta chiaramente l’intento di mantenere l’identità dell’addizione. Il progetto intende riorganizzare gli elementi di risalita all’interno di un nuovo corpo di fabbrica. L’involucro è una gabbia metallica che tramite putrelle si collega alla struttura portante in ferro dell’edificio esistente, occupando due dei fronti ciechi.
La composizione alterna alle parti vetrate tamponamenti opachi, pieni o grigliati, che coprono i vani tecnici e movimentano l’effetto chiaroscurale del prospetto. L’andamento prevalente della facciata segnato dai traversi orizzontali continua nelle aree laterali grazie al raccordo dell’angolo, dove lo svuotamento dello spigolo contribuisce ad arricchire il valore dinamico dell’insieme.

Da Costruire n°226, marzo 2002, pagg.da 66 a 71

Pubblicazioni: 
"Il maestro dell'anima", Costruire n°226, marzo 2002, pagg.da 66 a 71
Descrizione del progetto: 

Legata al territorio

L’occasione è nata dalla necessità di ampliare i supermercati e centri commerciali  Esselunga. Il programma su cui Gardella aveva lavorato veniva incontro alle esigenze di creare un’immagine unitaria e riconoscibile per una catena di grande distribuzione. Il risultato è un sistema coerente di interventi, differenziati per le caratteristiche dei singoli punti vendita ma accomunati dal repertorio formale e dall’uso ricorrente degli stessi materiali: piastrelle di klinker o mattoni a vista per rinnovare la tradizione costruttiva lombarda.
Come castelli nella campagna, questi edifici raccontano un modo di lavorare con gli strumenti del mestiere che si affida alla capacità dell’architettura di imprimere un segno forte sul territorio, conferendo urbanitas anche ad anonime periferie. Lo stesso Gardella nell’89 dalle pagine di Costruire n°71 spiegava come l’obiettivo del progetto fosse stato legare l’architettura al contesto, vista la rigidità imposta dal modello funzionale delle strutture commerciali.
Gli ampliamenti curati dal Nonis prendono avvio da questo principio, dilatandone l’orizzonte con l’approfondimento del rapporto con lo spazio pubblico, in modo da interpretare con eleganza il nuovo ruolo sociale e civile di queste strutture nelle grandi aree metropolitane.
Emerge un atteggiamento di rispetto per l’esistente: un tributo espresso non attraverso un servile riconoscimento, ma con un registro personale che crea nuova spazialità, valorizzando l’edificio preesistente. Al rosso mattone usato da Gardella, Nonis affianca un’architettura leggera e trasparente che si concentra sulle problematiche costruttive del progetto, rendendo omaggio ad uno dei più importanti insegnamenti del maestro: impadronirsi della tecnica per poi essere in grado di superarla.
L’intervento sul supermercato di Piazza Ovidio a Milano viene eseguito adottando un diverso codice linguistico, che manifesta chiaramente l’intento di mantenere l’identità dell’addizione. Il progetto intende riorganizzare gli elementi di risalita all’interno di un nuovo corpo di fabbrica. L’involucro è una gabbia metallica che tramite putrelle si collega alla struttura portante in ferro dell’edificio esistente, occupando due dei fronti ciechi.
La composizione alterna alle parti vetrate tamponamenti opachi, pieni o grigliati, che coprono i vani tecnici e movimentano l’effetto chiaroscurale del prospetto. L’andamento prevalente della facciata segnato dai traversi orizzontali continua nelle aree laterali grazie al raccordo dell’angolo, dove lo svuotamento dello spigolo contribuisce ad arricchire il valore dinamico dell’insieme.

Da Costruire n°226, marzo 2002, pagg.da 66 a 71

Pubblicazioni: 
"Il maestro dell'anima", Costruire n°226, marzo 2002, pagg.da 66 a 71

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