Ampliamento edificio commerciale | Baranzate di Bollate (MI)

About Project

Progetto realizzato | 2000

Crediti
Prestazione professionale svolta: progetto preliminare, definitivo, direzione artistica
Funzioni: piazza 
Progetto: 1999 
Realizzazione:
 2000
Collaboratori: P. Berlanda 
Committente: Esselunga Spa

Pubblicazioni: COSTRUIRE n°226, Costruire Edizioni Spa, Milano, marzo 2002, pagg.66-67

 

Descrizione del progetto: 

Legata al territorio

L’occasione è nata dalla necessità di ampliare i supermercati e centri commerciali  Esselunga. Il programma su cui Gardella aveva lavorato veniva incontro alle esigenze di creare un’immagine unitaria e riconoscibile per una catena di grande distribuzione. Il risultato è un sistema coerente di interventi, differenziati per le caratteristiche dei singoli punti vendita ma accomunati dal repertorio formale e dall’uso ricorrente degli stessi materiali: piastrelle di klinker o mattoni a vista per rinnovare la tradizione costruttiva lombarda.
Come castelli nella campagna, questi edifici raccontano un modo di lavorare con gli strumenti del mestiere che si affida alla capacità dell’architettura di imprimere un segno forte sul territorio, conferendo urbanitas anche ad anonime periferie. Lo stesso Gardella nell’89 dalle pagine di Costruire n°71 spiegava come l’obiettivo del progetto fosse stato legare l’architettura al contesto, vista la rigidità imposta dal modello funzionale delle strutture commerciali.
Gli ampliamenti curati dal Nonis prendono avvio da questo principio, dilatandone l’orizzonte con l’approfondimento del rapporto con lo spazio pubblico, in modo da interpretare con eleganza il nuovo ruolo sociale e civile di queste strutture nelle grandi aree metropolitane.
Emerge un atteggiamento di rispetto per l’esistente: un tributo espresso non attraverso un servile riconoscimento, ma con un registro personale che crea nuova spazialità, valorizzando l’edificio preesistente. Al rosso mattone usato da Gardella, Nonis affianca un’architettura leggera e trasparente che si concentra sulle problematiche costruttive del progetto, rendendo omaggio ad uno dei più importanti insegnamenti del maestro: impadronirsi della tecnica per poi essere in grado di superarla.
L’ampliamento del centro commerciale di Casalecchio di Reno è un’ulteriore testimonianza di come il Nonis abbia curato la valorizzazione dell’edificio preesistente attraverso la costruzione di un nuovo spazio pubblico.
L’intervento si concentra sulla caratterizzazione dei percorsi attraverso una serie di pensiline vetrate situate a quote differenti, che danno continuità alle singole parti della struttura creando l’effetto di un leggero portico. Le mensole a sbalzo sono realizzate con profili metallici sostenuti da sottili tiranti e generano ombre diverse secondo la loro profondità. Qui Nonis si misura felicemente con la scala del dettaglio, nella quale trova la forza maggiore. L’attenzione ai particolari sconfina dagli aspetti tecnici e cerca di cogliere le potenzialità espressive dei materiali e degli elementi strutturali, dimostrando la volontà di definire architettonicamente il carattere degli edifici. Il volume del centro servizi si differenzia ancora una volta per la scelta dei materiali, giocando con la contrapposizione di fasce di travertino e intonaco bianco, e cerca di relazionarsi con l’intorno dialogando con gli altri manufatti della piazza. Tutti questi interventi, realizzati in collaborazione con Paola Berlanda e derivanti da un’unica matrice funzionale, non si pongono come mere estensioni volumetriche ma come spazi di vita e relazione che esprimono un preciso pensiero architettonico.

Fabio Nonis rivolge la sua ricerca progettuale nella direzione di una proprio autonomia di linguaggio. In questo “essere se stessi”, secondo la grande lezione gardelliana, sembra chiedere attraverso l’architettura un giudizio al suo maestro.

Da Costruire n°226, marzo 2002, pagg.da 66 a 71.

Pubblicazioni: 
"Il Maestro nell'anima", Costruire n°226, marzo 2002
Descrizione del progetto: 

Legata al territorio

L’occasione è nata dalla necessità di ampliare i supermercati e centri commerciali  Esselunga. Il programma su cui Gardella aveva lavorato veniva incontro alle esigenze di creare un’immagine unitaria e riconoscibile per una catena di grande distribuzione. Il risultato è un sistema coerente di interventi, differenziati per le caratteristiche dei singoli punti vendita ma accomunati dal repertorio formale e dall’uso ricorrente degli stessi materiali: piastrelle di klinker o mattoni a vista per rinnovare la tradizione costruttiva lombarda.
Come castelli nella campagna, questi edifici raccontano un modo di lavorare con gli strumenti del mestiere che si affida alla capacità dell’architettura di imprimere un segno forte sul territorio, conferendo urbanitas anche ad anonime periferie. Lo stesso Gardella nell’89 dalle pagine di Costruire n°71 spiegava come l’obiettivo del progetto fosse stato legare l’architettura al contesto, vista la rigidità imposta dal modello funzionale delle strutture commerciali.
Gli ampliamenti curati dal Nonis prendono avvio da questo principio, dilatandone l’orizzonte con l’approfondimento del rapporto con lo spazio pubblico, in modo da interpretare con eleganza il nuovo ruolo sociale e civile di queste strutture nelle grandi aree metropolitane.
Emerge un atteggiamento di rispetto per l’esistente: un tributo espresso non attraverso un servile riconoscimento, ma con un registro personale che crea nuova spazialità, valorizzando l’edificio preesistente. Al rosso mattone usato da Gardella, Nonis affianca un’architettura leggera e trasparente che si concentra sulle problematiche costruttive del progetto, rendendo omaggio ad uno dei più importanti insegnamenti del maestro: impadronirsi della tecnica per poi essere in grado di superarla.
L’ampliamento del centro commerciale di Casalecchio di Reno è un’ulteriore testimonianza di come il Nonis abbia curato la valorizzazione dell’edificio preesistente attraverso la costruzione di un nuovo spazio pubblico.
L’intervento si concentra sulla caratterizzazione dei percorsi attraverso una serie di pensiline vetrate situate a quote differenti, che danno continuità alle singole parti della struttura creando l’effetto di un leggero portico. Le mensole a sbalzo sono realizzate con profili metallici sostenuti da sottili tiranti e generano ombre diverse secondo la loro profondità. Qui Nonis si misura felicemente con la scala del dettaglio, nella quale trova la forza maggiore. L’attenzione ai particolari sconfina dagli aspetti tecnici e cerca di cogliere le potenzialità espressive dei materiali e degli elementi strutturali, dimostrando la volontà di definire architettonicamente il carattere degli edifici. Il volume del centro servizi si differenzia ancora una volta per la scelta dei materiali, giocando con la contrapposizione di fasce di travertino e intonaco bianco, e cerca di relazionarsi con l’intorno dialogando con gli altri manufatti della piazza. Tutti questi interventi, realizzati in collaborazione con Paola Berlanda e derivanti da un’unica matrice funzionale, non si pongono come mere estensioni volumetriche ma come spazi di vita e relazione che esprimono un preciso pensiero architettonico.

Fabio Nonis rivolge la sua ricerca progettuale nella direzione di una proprio autonomia di linguaggio. In questo “essere se stessi”, secondo la grande lezione gardelliana, sembra chiedere attraverso l’architettura un giudizio al suo maestro.

Da Costruire n°226, marzo 2002, pagg.da 66 a 71.

Pubblicazioni: 
"Il Maestro nell'anima", Costruire n°226, marzo 2002

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